Epic Fail#Trilogia di una Contemp-Umanità

Un percorso drammaturgico che indaga in tre capitoli i fallimenti della nostra epoca, utilizzando tre differenti impianti, linguaggi, stili interpretativi per arrivare agli abissi più profondi dell’animo umano: quelli che spesso non vogliamo vedere.

Un vortice di paradossi, nel quale i limiti dello spazio scenico sono confusi e mescolati, e le dicotomie palco/platea, pubblico/attori, noi/loro sempre meno chiare.

Generazione precaria; stereotipi e violenza di genere/nelle relazioni intime; paura dell’altro  – uno scenario che da paradossale si fa apocalittico – un’azione scenica che da comica diventa sincopata – un’atmosfera sempre più inquietante, che gela i sorrisi e turba le viscere.

Perché stiamo fallendo. Una presa di coscienza senza retorica, senza buonismo, senza false speranze. Stiamo fallendo, e non ci sarà fallimento più epico di quello che interessa l’umanità tutta – fallimento per la dignità del lavoro, per le relazioni umane, per la condivisione.

Un Epic Fail a episodi, inesorabile e nero, da “Ultimo Capodanno dell’umanità” – paradossale nel suo crudo realismo, che utilizza la risata come strumento di analisi caustica, per agevolare la formazione di coscienze critiche. Perché ridere del fracasso del “clown” sul palco può farci riflettere sul fracasso che ci investe ogni giorno, che generiamo ogni giorno. L’intento dell’operazione “Epic Fail”, dalla ricerca drammaturgica ai laboratori aperti alla composizione finale – è stato sin dal principio generare un processo di analisi e riflessione sulle miserie dell’animo umano, sulle meschinità della società che costruiamo ora dopo ora – di cui siamo (consapevolmente?) responsabili. Ridendone, appunto – ma di quella risata che si congela in un sorriso attonito, appena un attimo dopo aver compreso che la finzione descritta sul palco è troppo vicina alla realtà.

8 performer, 3 capitoli, 3 allestimenti scenografici per un’opera multidisciplinare che dosa mapping, scenografie in movimento, musica dal vivo, trasformazione fisica dello spazio ospite, fruizione itinerante e coinvolgimento fisico del pubblico.

Ideazione e Regia Chiara Becchimanzi

Con Emanuele Avallone, Raffaele Balzano, Chiara Becchimanzi, Monika Fabrizi, Viviana Mancini, Elisa Spanò, Daniele Parisi, Valerio Ricci

Aiutoregia Giorgia Conteduca, Margherita Franceschi, Giulia Vanni

Scenografie Fabio Pecchioli

Mapping Holger Lazzaro

Ufficio Stampa HF4

Consulenza scientifica Matilde Conteduca e Martina Becchimanzi

 

 

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